Il richiamo del 2 tempi

Love Moto

Per chi è cresciuto in quell’epoca fumosa dove i motore 2 tempi erano il massimo per avere potenza, è difficile che riesca a dimenticare l’emoziona che si prova a guidare delle moto del genere .
E’ un’esperienza sensoriale che coinvolge i cinque sensi … 

Negli anni 70 all’interno dei vari reparti aziendali Suzuki, al progetto del nuovo modello venne assegnato il nome in codice “Nanahan” (ナナハン?) che in dialetto Kansai si può tradurre in “sette e mezzo” 

La Suzuki optò per un propulsore tricilindrico a due tempi dotato di raffreddamento a liquido e lubrificazione separata, in modo da poter realizzare una comoda “Gran Turismo”, adatta ai lunghi viaggi, ma con la silenziosità di marcia e l’accelerazione tipica del “2 tempi”.

Nonostante il raffreddamento a liquido fosse l’innovazione maggiormente commentata, in quanto ben visibile, la finezza tecnica più significativa è rappresentata dall’originale sistema di lubrificazione separata, denominato CCI (Cylinder and Crankshaft Injection), che tramite una rete di diffusori alimentati in pressione da una pompa a portata variabile, lubrifica costantemente sia il gruppo pistone-cilindro-biella, sia i 4 cuscinetti di banco, riuscendo a ottimizzare la lubrificazione degli organi meccanici e, contemporaneamente, a diminuire in modo significativo la fumosità di scarico. Sempre con quest’ultimo scopo e per ottimizzare i consumi, la Suzuki aveva adottato l’originale sistema SRIS (Suzuki Recycle Injection System)